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Ultimo giorno dell’anno, un giorno ricco di speranze e illusioni, di sogni e paure. Un giorno qualsiasi, quindi, come gli altri, nulla di più e nulla di meno. Sì, perché tutti i giorni si vive di speranze, di sogni, di illusioni, di paure e ogni mattina quando ci svegliamo non sappiamo mai come andrà a finire.

È stato un anno stancante. Viviamo in un pessimo periodo storico e questo probabilmente influisce a rendere le cose ancor più complesse: l’istruzione ha perso valore, tutti sanno tutto e alla fine in pochi sanno realmente qualcosa, ricoprono posizioni importanti personaggi con dubbie capacità, sei valutato per come appari, in base al tuo schieramento politico o classe sociale e non per come sei realmente, la furbizia e l’opportunità hanno preso il posto della competenza e dell’onestà intellettuale e ognuno fa, dice, scrive, urla quello che gli passa per la testa senza porsi il minimo dubbio che ogni parola pesa e che quando si giudica qualcosa o qualcuno bisogna essere responsabili.

Onestà intellettuale e coerenza, due termini che associo e che mi piacciono molto. Essere coerenti non significa non cambiare idea, non significa pensarla sempre allo stesso modo ma significa, appunto, essere onesti intellettualmente con sé e con gli altri, credere che quello che si sta facendo sia giusto e farlo con passione ricordando ciò che si è fatto in passato ma con lo sguardo proiettato al futuro. Essere coerenti significa essere pronti, se necessario, a chiedere scusa e ad ammettere gli errori.

Per crescere come nazione dobbiamo partire dalle realtà locali, dobbiamo avvicinare le persone alla politica e ai sacrifici che essa comporta, far capire ai cittadini che i politici sono anch’essi cittadini e che hanno le medesime necessità del cittadino che non ricopre un ruolo istituzionale. Bisogna ripartire dalla concezione che siamo tutti una comunità e che dobbiamo aiutarci l’uno con l’altro, lasciare l’orgoglio e l’appartenenza politica da parte e combattere per un obiettivo comune.

Per quanto mi riguarda, mi sento fortunato, politicamente sto vivendo un’esperienza importante, lo sto facendo con una lista civica, la prima forza politica di Peschiera Borromeo. Le due liste civiche che governano la nostra città sanno fare politica e sono capaci di formare nuovi politici. Cresciamo insieme, sbagliamo insieme, impariamo insieme e governiamo BENE insieme. Progettualità, lungimiranza e concretezza caratterizzano il nostro Governo. Se non ci fosse stata la nostra esperienza politica, probabilmente avrei perso la fiducia in tutto e tutti e, invece, noi ci siamo e siamo una realtà concreta che si sta impegnando e sta già dando i propri frutti.

Cosa mi auguro quindi per il 2017? Che le istituzioni in generale siano responsabili e in grado di educare la società, che il narcisismo mediatico lasci il posto alla concretezza, che venga severamente punito qualsiasi organo che faccia disinformazione. Mi auguro delle istituzioni più umili, che tanti giovani si avvicinino alla politica e al volontariato, che scelgano di sacrificarsi per diventare protagonisti della storia del nostro paese e per avere la legittimità di dire: “Io c’ero, io ci ho provato, tu, invece, che scrivi di nascosto dietro a un PC che cosa hai fatto per te, per tuo figlio e per il nostro futuro?”

Buon anno!

Giancarlo Capriglia

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