Nonni

Mia nonna ha 84 anni, è in uno stato di demenza senile depressiva e, per un grave problema all’anca, dal 2011 non cammina più. È un caso psichiatrico molto complicato e delle cure se ne sono occupati in questi anni mio nonno e mia mamma, figlia unica. Dal 21 febbraio, da quando è circolata la notizia del primo contagio da coronavirus a Codogno c’è solo mio nonno a starle vicino perché abbiamo paura di essere potenziali veicoli del virus. Mia nonna non sa nulla e non si rende neanche conto che per precauzione non stiamo passando più a trovarla. Il nonno ci ha raccontato che solo qualche giorno fa, sbadatamente, gli ha chiesto: “ma come mai Maria(mia mamma) non viene? secondo me ha parenti a casa”. E lui ha risposto: “si si, sicuramente”, per non farla preoccupare. E che le ha fatto vedere le foto mie e di mio fratello Luca, da piccoli, per tenerle vivo il ricordo dei suoi nipotini.

Oggi io e la mamma abbiamo lasciato la spesa vicino al loro portone e il nonno è uscito a prenderla. Non ci siamo fatti vedere dalla nonna perché essendo instabile dal punto di vista psichiatrico non potevamo sapere come avrebbe reagito. Con il nonno, invece, ci siamo salutati mantenendo le distanze di sicurezza. Era preoccupato ma la prima cosa che ci ha chiesto è se stavamo bene noi, come se fossimo noi quelli da tutelare.

Ecco, io non so quando finalmente potrò riabbracciare i miei nonni, se mia nonna si ricorderà ancora di noi e non so come reagirà. Vi chiedo, però, di essere responsabili. E mi rivolgo soprattutto ai giovani: pensate ai vostri nonni. Se a prevalere sarà l’amore e il rispetto, proprio come quello di un nonno per i suoi nipoti, allora ne usciremo insieme più forti di prima.

#iorestoacasa #rispettoperlepersoneanziane

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